“Scrivo perché credo nel potere della parola, nella sua carezza consolatrice, nella sua seduttiva capacità d’improvvise alchimie, nel suo tocco risanatore ed evocativo. Scrivo per giocare, per sperimentare, per sognare, per meglio vivere!”
Rosarita BERARDI

Quasi tutti i laboratori di scrittura creativa sono ispirati alla metodologia di Elisabeth Bing, insegnante francese che elaborò questa tecnica lavorando con ragazzi caratteriali (per ulteriori approfondimenti sul suo lavoro: “Ho nuotato sino alla riga” – E.Bing – Edizioni Feltrinelli 1977). Nel suo libro Elisabeth racconta la storia del suo laboratorio di scrittura e i risultati da lei ottenuti impiegando tecniche di seduzione alla scrittura, ristabilendo così l’accordo profondo tra quel sangue nero che colava dalla penna e il rosso sangue delle vene.

Anche INCHIOSTRO SIMPATICO / VENDESI ARCOBALENO si ispira, con modificazioni ed adattamenti, a questa metodologia. Ad esempio tenendo conto della valenza delle parole non solo come espressione orale e scritta ma anche sensoriale.

Il laboratorio si svolgerà a cadenza settimanale e ogni argomento trattato (sogno, destino, paura etc. abbinato ad un colore) partirà dall’interpretazione e dai significati che il vocabolario ci fornisce per le parole-chiave che in esso avremo identificato. Attraverso un percorso che si snoda fra modi di dire, significati psicologici, esperienze e vissuti, archetipi e immaginario collettivo, approderemo all’interpretazione personale e soggettiva e alla narrazione che ne consegue.

Il percorso proposto in breve si trasformerà in “viaggio” vero e proprio. L’etimologia della parola VIAGGIO rimanda al provenzale viatge, a sua volta derivante dal latino viaticum, in origine le provviste di cui si riforniva chi si metteva in cammino. Il viaggio è dunque un’esperienza che va conosciuta e digerita per poi diventare energia al nostro motore: un modo di mangiare, di condividere il cibo. La sinergia che il gruppo sviluppa sarà nutrimento per tutti e cementerà le strategie del viaggio comune.

La mente umana è dotata di una particolare forma di ragionamento, detto pensiero narrativo. Questa forma di pensiero trasforma continuamente ciò che si vive in termini di racconto. Questa strategia di pensiero si rivela utile per l’interpretazione della realtà, per la costruzione del concetto di sé e dell’identità. Siamo tante cose e ne siamo stati molte altre e altre ancora ne vorremmo essere. L’“Io tessitore” non nega parti di sé, ma le ri-accorda e le conduce, quasi per mano, al tempo attuale che stiamo vivendo.

Scrivendo di noi, quindi, ci accorgiamo di prendere le distanze, come se la storia che si sta dipanando riguardasse qualcun altro. Nel nostro villaggio interiore incontriamo veri e propri personaggi, con i quali possiamo entrare in dialogo, capendo anche le loro ragioni.

Nelle storie che scriviamo è incisa la nostra storia: il nostro passato, il presente della scrittura, le aspettative e i desideri per il futuro. Tutto questo entra, seppur solo impercettibilmente, nel tessuto dei nostri racconti: come trama o come caratterizzazione di un personaggio, come scelta di un punto di vista o come sua negazione.

Nel verbo NARRARE è nascosta la memoria del mondo.

Programma

Laboratorio Annuale Inchiostro Simpatico ad Agorà

VENERDI’ 20,30 – 22,30

Presentazione e prova aperta per tutti
VENERDI’ 19 OTTOBRE alle ore 20,00

Inizio corso venerdì 26 Ottobre 2018